Chi va male a scuola ha maggiori chance di successo nella vita. Ecco perchè

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Il giornalista inglese John Haltiwanger è l’autore di un pezzo abbastanza polemico in cui espone la tesi che avere un ottimo rendimento scolastico non riflette affatto le capacità intellettuali delle persone, e che gli studenti con medie rasenti la sufficienza sembrano vantare molti più successi professionali nel corso della vita.

Abbiamo letto il suo articolo e raccolto alcuni degli argomenti più interessanti a favore di questa tesi.

I fatti parlano chiaro: voti alti e ottime medie non sono il “lasciapassare” per una carriera di successo e tanto meno per un futuro felice e ricco di soddisfazioni e non è per niente vero chi va male a scuola non troverà mai un lavoro. Fra i così detti “mediocri” ci sono persone ricche e famose, il cui successo è magari dovuto alla perseveranza o alla capacità di adattarsi, abilità che di solito sono ben viste negli ambienti professionali e che per questo sono spesso oggetto di invidia da parte di chi a scuola ci andava bene e si sente quasi vittima di un’ingiustizia.

Steve Jobs per esempio, ha mollato l’università prima di finire gli esami. Anche Mark Zuckerberg e Bill Gates non si sono mai laureati. Sergei Korolev, l’uomo che ha lanciato il primo satellite artificiale sullo spazio, non andava molto bene a scuola. Il poeta Vladimir Mayakovsky era un pessimo studente e non potè mai finire di leggere Anna Karenina.Joseph Brodsky era uno dei peggiori studenti della sua scuola, ma alla fine è riuscito comunque a vincere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1987.

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L’intelligenza è un concetto troppo complesso per assimilarlo al rendimento scolastico. Il successo di una persona si misura con le mete raggiunte una volta terminati gli studi e la scuola non ci offre certo una preparazione sufficiente per affrontare il mondo del lavoro.

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Il successo è il frutto di un insieme di fattori diversi, tra cui spiccano la passione, la persistenza, il controllo delle proprie emozioni, l’istinto di sopravvivenza, la propensione al rischio e sopratutto una forte dose di consapevolezza del possibile fallimento. Per questo, le persone che meno pensiamo possano raggiungere il successo nella vita perchè troppo svogliate e indisciplinate a scuola alla fine possono essere quelle che raggiungono i migliori risultati professionali. Loro infatti sanno cosa vuol dire lottare e sono abituati a dover gestire e superare i molteplici fallimenti che fin dall’infanzia hanno caratterizzato la loro carriera scolastica. Lo stesso profilo si può identificare nell’imprenditore di successo: zero timore al rischio, coraggio di andare contro le regole e pensare “fuori dagli schemi” per partorire qualche idea geniale che possa cambiare il mondo.

Lo studente con scarso rendimento scolastico in generale è un leader e di solito è colui che guida gli altri e li istiga ad andare contro il sistema. Ebbene, fra questi soggetti si trovano di solito i creativi, coloro che vanno oltre ciò che gli si dice e che pensano appunto “fuori dagli schemi”. Gli psicologi ritengono che a questi bambini non interessano le discipline e attività scolastiche tradizionali perchè il modo in cui vengono insegnate è troppo univoco: “si fa così e nessun’altra maniera è possibile”. Tolgono quindi la voglia e l’incentivo di andare oltre e risolvere i problemi in un modo alternativo e mai fatto prima ( “think out of the box”). I geni sono tali perchè pensano e agiscono in modo alternativo. Nessuno può dire loro infatti che le cose devono essere così e basta. Loro sono bravi ad ascoltare, magari annuiscono pure, poi però fanno le cose di testa loro e grazie a questo “essere ribelli” riescono a raggiungere mete che per la maggior parte della persone sono impensabili.

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Chiaramente non possiamo nemmeno dire che basta andare male a scuola per garantirsi una vita di soldi e successo, si tratta soltanto di rompere il vecchio stereotipo del secchione, sottolineando come avere ottimi voti non garantisce nulla e non è sufficiente per andare lontano nella vita. Alla fine, chi ci valuta come persone guarda al nostro carattere, all’atteggiamento verso le difficoltà, alle esperienze fatte e alle connessioni che siamo riusciti a costruirci con l’andare degli anni.

Quindi, se non sei un tipo da 10 ma da 6 non ti disperare! La vita è piena di alti e bassi. La scuola offre delle basi, ma una volta usciti si impara da zero a vivere e destreggiarsi nel mondo del lavoro.

Non smettere mai di imparare, non ti arrendere e goditi ogni sacrosanto giorno passato fra quelle aule. Un giorno lo ricorderai con una lacrimuccia di nostalgia 🙁

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