Tutta la verità sulle dimissioni del Papa: Spunta “un mandato di arresto europeo” verso Benedetto XVI

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Verità sulle dimissioni del Papa

Sta a dir poco spopolando sul web una notizia riportata dall’ITCCS International Tribunal into Crimes of Church and State, la quale sembra volersi prendere il merito delle dimissioni del Papa rilasciando un mandato d’arresto ed espropriando, come condanna, tutti i beni della Chiesa.

Se dunque anche voi vi eravate bevuti la ”balla” diffusa dai media riguardo le dimissioni del Papa, il quale si sarebbe dimesso a causa della sua stanchezza ed inadeguatezza nel rivestire il suo ruolo, è arrivata l’ora di svelare uno dei misteri più discussi della storia contemporanea.

Eccovi di seguito la sentenza diffusa dall’associazione ITCCS che riporta i fatti in maniera molto dettagliata:

1. Venerdì 1 febbraio 2013, sulla base delle prove fornite dalla nostra affiliata Corte di Giustizia Common Law (itccs.org), il nostro ufficio ha concluso un accordo con i rappresentanti di una non specificata nazione europea e dei suoi giudici, a garanzia di un mandato di arresto contro Joseph Ratzinger, alias Papa Benedetto XVI, per crimini contro l’umanità ed associazione a delinquere.

2. Questo mandato d’arresto sarà consegnato all’ufficio della Santa Sede di Roma il giorno venerdì 15 febbraio 2013. La suddetta nazione ha concesso il permesso di trattenere Ratzinger, come criminale sospettato, all’interno del territorio sovrano della Città del Vaticano.

3. Lunedì 4 febbraio 2013, detta nazione ha consegnato una nota diplomatica nelle mani del Segretario di Stato Vaticano, Card. Tarcisio Bertone, informandolo dell’imminente mandato di arresto e invitando il suo ufficio a farlo rispettare. Né il card. Bertone né il suo ufficio hanno fornito alcun riscontro immediato a questa nota, tuttavia, solo sei giorni più tardi, papa Benedetto si è dimesso.

4. L’accordo tra il nostro Tribunale e i tribunali della nazione in parola comprende, come seconda disposizione, quella di emettere un lien commerciale sopra le proprietà e le ricchezze della Chiesa Cattolica Romana con effetto a partire dalla domenica di Pasqua, 31 marzo 2013. Questo lien sarà accompagnato a livello globale dalla pubblica Campagna Pasquale di Rivendicazione (“Easter Reclamation Campaign”, n.d.t.), in base alla quale le proprietà della Chiesa Cattolica saranno occupate e rivendicate dai cittadini come beni pubblici ed incamerate ai sensi del Diritto Internazionale e dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale.

5. È decisione del nostro Tribunale e del governo della nazione in parola, quella di procedere all’arresto di Joseph Ratzinger e alla sua rimozione dall’incarico di Pontefice Romano, con l’accusa di crimini contro l’umanità e associazione a delinquere.

6. È altresì nostra nuova decisione quella di procedere come previsto anche all’incriminazione e all’arresto del pontefice successore di Joseph Ratzinger, secondo le stesse accuse, e di imporre il lien commerciale e la Campagna Pasquale di Rivendicazione contro la Chiesa cattolica romana.

Insomma, stando a quanto sostiene la sentenza riportata da questa associazione, presto verranno esauditi i sogni di milioni di italiani, ovvero verranno espropriati tutti i beni poi donati al pubblico utilizzo, oltre al fatto che la chiesa dovrà pagare l’IMU e non potrà più evadere al fisco come ha fatto sino ad oggi, contando comunque fatturati da record.

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